Eccoci pronte per la partenza alle 3.30 del mattino.
Francesca ed io contavamo i giorni che ci separavano da questo momento e finalmente è arrivato … che emozione!
Nonostante la compagnia aerea low-cost e il biglietto a costo veramente low, l’aereo era nuovissimo e il servizio di bordo very good.
Decollo puntuale e atterraggio puntuale, ad aspettarci a Bucarest c’era Christian, un volontario di Save the Dogs (che grazie al cielo parla un ottimo italiano), persona squisita che ci ha portate da Bucarest fino a Cernavoda, sede rumena dell’associazione dove c’è il canile principale.

Al rifugio ci aspettavano Andrea, responsabile logistica e moglie di Christian, Adriana responsabile della gestione
e soprattutto i450 cani ospiti del rifugio.
Non potete immaginare come sono questi cani … dire che sono meravigliosi non basta, sono bellissimi, affettuosi, docili e soprattutto saggi,perché loro sanno cos’è vivereper strada e sanno la fortuna che hanno ad essere ospitati, curati, nutriti e amati.

Chi adotta un cane rumeno, adotta un cane molto speciale.
Lo scopo della associazione Save the Dogs Onlus e quello di raccogliere cani e gatti per strada, curarli, sterilizzarli e trovare loro una famiglia che li accolga in casa. Hanno programmi di adozione in Italia, in Svezia, in Olanda, in Svizzera e in Finlandia.
Ho avuto subito l’impressione che il rifugio fosse organizzato come un orologio svizzero e dopo qualche ora di permanenza ne ho avuto la certezza. Ogni cane ha un nome, importante per dare identità e dignità a ciascuno di loro, altrimenti sarebbero solo fantasmi tra i fantasmi. Ogni cane ha la sua scheda identificativa e sanitaria, con la foto, dove vengono annotate tutte le cure a cui sono stati sottoposti, i vaccini fatti, le malattie e la profilassi che seguono.
La struttura del canile è meravigliosa perché la maggior parte dei cani sono liberi all’interno di ampi recinti organizzati ed ogni recinto ha le cucce per tutti.
Dentro ci sono piccole tribù di cani con il loro indiscusso capo-branco.

Beh che dire delle ragazze che si prendono cura del rifugio e dei suoi ospiti? Adriana e le sue collaboratrici sono bravissime, le gabbie vengono quotidianamente pulite e i cani sono sempre lindi e vivono in un ambiente pulito, cibo di primordine, non pane bagnato ma super-crocchette vitaminiche e belle nutrienti.
Ma proseguiamo con il diario …
Appena arrivate abbiamo passato la maggior parte del tempo a coccolarli, baciarli, abbracciarli e giocare con loro. Non credo di riuscire a trasmettere le mie emozioni quando sto in mezzo ai cani …
Dall’età di 3 anni non è mai mancato un cane a casa mia e si può dire che sono cresciuta con loro.
Una gioia infinita!
Abbiamo fatto anche un po’ di volontariato, la domenica abbiamo pulito una decina di gabbiette dalle cacchette e pisciatine dei cagnetti in quarantena… Bella esperienza anche questa!
Dopo aver ricevuto la nostra dose d’amore e averla data, Christian ci ha accompagnate nel

nuovo rifugio che Sara Turetta (fondatrice di Save the Dogs) sta costruendo in una zona fuori città in mezzo alla campagna: sono circa 40.000 mq. di terreno dove ha iniziato a costruire stalle per accogliere gli asinelli e i cavalli e in futuro anche i cani e i gatti. In questo nuovo progetto è inclusa anche una piccola parte raccolta attraverso il portale astaTosta, grazie alle vostre donazioni in oggetti….
Il progetto è ambizioso perché, oltre agli asinelli e i cavalli, c’è in progetto di costruire il nuovo canile e il gattile, la clinica veterinaria e la casa per i volontari, perché hanno ricevuto lo sfratto del terreno dove ora sorge il rifugio (non hanno voluto rinnovare il contratto d’affitto).
Potete constatare con i vostri occhi, dalle foto allegate, quanto sia bello questo nuovo luogo che ospiterà il rifugio e come tutto sia perfettamente organizzato. Ma per questo

l’associazione deve poter raccogliere molto denaro e quindi forza, aiutiamoli in questo bellissimo progetto!
La sera siamo andati tutti al ristorante Serif, Christian, Andreea, Ute una volontaria di Montecarlo, Alina veterinaria di Medgidia e un’altra volontaria. Abbiamo mangiato molto bene, antipasto turco, zuppa tradizionale mergemee e patate fritte con formaggio.
La sera, grazie alla generosità dell’associazione, Francesca ed io abbiamo dormito nell’appartamento dei volontari, con annesso un piccolo ufficio.
L’appartamento è molto ospitale… e poi come inquilini abbiamo trovato due micetti e un micione, bellissimi e scatenati come pochi!
La mattina del giorno dopo siamo andate per la nostra dose di affetto dal miglior amico dell’uomo e, nel pomeriggio, abbiamo accompagnato Christian a Techirghiol (una piccola cittadina poco distante) in una fattoria che ha come ospiti una decina di cani raccolti per strada, oltre che tanti altri animali tipici delle fattoria, mucche, maiali, galline, ecc…
A dire la verità così tanti animali e tutti insieme non li avevo mai visti!

Il lunedì, ultimo giorno, avevamo l’aereo alle 14,05 in partenza da Bucarest. Dovevamo essere in aeroporto verso le 11,30-12,00 e quindi partire da Cernavoda alle 9,00 del mattino, tutto questo anticipo perché… indovinate un po’? con noi sarebbero partiti cinque cagnettiniper l’Italia, pronti per essere adottati. Olivia, Bobita, Riciu, Alejandra e Philippo. In aereo durante tutto il viaggio ho continuato a pensare a loro nella stiva al buio. Chissà che paura!
La mattina prima di partire siamo passate al rifugio per salutare tutte le persone meravigliose che abbiamo conosciuto in questo viaggio e naturalmente i quadrupedi più belli del mondo. Tanti abbracci e baci e lacrime…. Nel cuore ci sono rimasti Aly, Ben, Codiza, Sony, Regina e tutti gli altri.

Beh che dire, sono stata molto arricchita da questa esperienza e ho potuto toccare con mano l’amore che ha spinto Sara ad intraprendere questo difficilissimo cammino.
Un grazie a Sara e a tutte le ragazze che collaborano con Save the Dogs, in particolare a Ylenia, per averci permesso di ricevere tanto affetto.
Grazie anche per tutto ciò che avete costruito in questi anni e per tutto ciò che costruirete in futuro.
Coci65
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